Ricordando il primo “Bonporti” per violino – e aspettando il prossimo ad ottobre

8 Novembre 2003: un esteso e sagace articolo di Questo Trentino recensisce la finale del Primo Premio Bonporti dedicato al violino barocco solista.Una novità assoluta, nella storia del concorso di Rovereto e già all’ottava edizione di quell’Euregiomusica che dal 1996 aveva anticipato tendenze culturali e politico-istituzionali che solo recentemente hanno preso corpo a livello giuridico e programmatico fra Trentino Alto Adige (Südtirol) e Tirolo austriaco

Ma una novità assoluta anche nel panorama internazionale, essendo il Premio Bonporti di Rovereto l’unico concorso interamente dedicato al violino barocco nella Finale accompagnato dall’orchestra.
Già tutti presenti, densi ed appassionanti, i problemi dell’interpretazione plausibile e dello strumento autentico, che hanno segnato spesso la classifica finale, privata di un primo premio. Anche se i talenti non sono mancati in tutti questi anni:
Verdetto quasi penalizzante per la svizzera Schayegh e la tedesca Hoffmann, giovani talentuose che hanno ricevuto il secondo premio ex-aequo. Queste due giovani violiniste, formatesi presso scuole rinomate nel settore quali quella di Basilea e di Friburgo, hanno emozionato il numeroso pubblico che le ha seguite nelle varie prove della competizione, incantando i presenti durante la finale nella loro intensa quantimageo personale interpretazione della famosa Ciaccona di Bach e nell’appassionante esecuzione dei due concerti per violino ed orchestra (Concerto RV 273 in mi minore di Vivaldi e Concerto op. XI n.4 in si bemolle maggiore di Bonporti) eseguiti per l’occasione con la bravissima Orchestra della Mitteleuropa.”

Al punto da tornare, ma come giurati: è successo a Leyla Shayegh, nella recente edizione 2013, e succederà nella prossima di quest’anno, dal 13 al 18 ottobre, a Timothy Haig, canadese, anche unico Primo Premio Bonporti come violino solista nel 2005. Presiederà il notissimo Sigiswald Kuijken, che del gioioso rigore – aperto anche all’estrema ‘novità’ del timbro antico – ha fatto bandiera (coraggioso fin nel propagandare il difficile ma suggestivo “violoncello da spalla” sparito dalla circolazione già nel ‘700). Aspettiamo Haig, Kuijken e Manfredo Kraemer (altro noto virtuoso barocco) tutti insieme nella giuria di questo prossimo Bonporti, sempre fresco come la musica del geniale abate tridentino, ma anche fedele alla sua missione di interpretazione “storicamente informata”.

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