Lodovico Viadana Musicus Primarius

Sabato 24 giugno, alle 18, presso la libreria musicale Ut Orpheus di Bologna (via Marsala 31/E) presento le più recenti ricerche su Viadana: un mio impegno con il Musicus Primarius che dura da venticinque anni.

I Salmi a quattro chori op. XXVII del Viadana (1612): riflessi teorici e stilistici della policoralità italiana in Germania all’inizio del ‘600, in Atti del Convegno di Studi su L. Viadana, Viadana, 29 aprile 1995. Vitelliana, Viadana 2014.

 

 

 

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Giacomo Gotifredo Ferrari e un pianoforte per Beethoven

In occasione della 2a edizione del Premio Ferrari per fortepiano (8-11 dicembre 2016) ho presentato un piccolo approfondimento di una curiosa e intrigante vicenda: Ferrari fu un buon amico del famoso costruttore inglese di pianoforti Thomas Broadwood: se è noto il rapporto tra il costruttore inglese e Beethoven, il quale nel 1817 ebbe da lui in dono uno strumento, fin ad oggi non era stato ancora sufficientemente evidenziato il fatto che questo rapporto coinvolse anche il musicista roveretano Ferrari. Rinvio chi fosse interessato al breve saggio pubblicato su academia.edu.

 

Abstract:

Giacomo Gotifredo Ferrari was a prolific musician in the vocal and instrumental chamber music and opera, was a good teacher of the voice, to the point of being named teacher of Italian singing at the Royal Academy of Music in London when it, in 1822, opened its activities teaching. Are particularly significant his technical and aesthetic considerations on the music of his time, scattered in the charming and rich autobiography. Ferrari was also a good friend of the famous English piano maker Thomas Broadwood: despite being known
the relationship between the British manufacturer and Beethoven, who in 1817 received from him the gift of a piano, until today had not yet been sufficiently highlighted the fact that this fact also involved Ferrari. This study, in Italian language, prepared for the Second International Fortepiano Competition dedicated to Ferrari (2016), examines these intriguing circumstances.

 

 

SULLA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA IN RAI

Approfitto di un commento che ho avuto modo di aggiungere ad un post di Leonardo De Lisi su Facebook, condivisibilissimo. Ritengo doveroso anche un po’ di approfondimento che l’occasione merita, per le larghe implicazioni che vi si possono scorgere, e che i limitati spazio e tempo cui sono destinati gli interventi su FB, sia da parte di chi scrive sia di chi legge, non consentono.

Lo riporto pertanto qui allargato e un po’più articolato.

Seguendo il programma su RAI UNO di Alberto Angela Stanotte a Firenze del 09/06/2016  – ora visibile anche on demand  sul sito Rai   http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-0846c129-58cb-4108-88d6-a9ca34822830.html   – peraltro di alto livello tecnico e divulgativo, ho avuto la stessa impressione e ho la medesima opinione di Leonardo De Lisi: aggiungo che per un patrimonio musicale come quello italiano, siamo costretti ad indicare come modello i programmi dell’inglese BBC, ad esempio, sulla musica sacra (compreso ovviamente il nostro Palestrina http://www.bbc.co.uk/programmes/b009nfyr condotto da Simon Russell – guarda caso un ex- corista dell’ancor vivissima tradizione inglese dei grandi colleges), per non parlare poi degli assai filologicamente attenti films biografici su Mozart https://youtu.be/vrXpzOFknN0 , Beethoven https://youtu.be/E_nqi06Dl3c, e persino – con tutti i limiti che vi si vogliano vedere – sulle “putte” della Pietà nella Venezia vivaldiana https://youtu.be/SreE6NbtYUc (e sono solo alcuni esempi)

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A quando una simile attenzione, anche giocoforza circoscritta a pochi, pochissimi minuti, in un programma seguitissimo dell’omologa RAI, quand’esso si dedica a momenti e luoghi fondamentali della nostra grande ed unica Storia culturale ed artistica?

È ben vero che esiste  un canale “dedicato” come RAI 5, in cui i temi della cultura e dell’arte sono proposti ed affrontati generalmente con attenzione, ma credo che pur con i necessari adattamenti e semplificazioni anche i programmi di largo ascolto – chiaramente vòlti alla più ampia divulgazione -, come quello in parola, non dovrebbero permettersi di stravolgere la storia o sostituirla di fatto con fenomeni personalistici del mondo attuale dello spettacolo, strumentalizzando la trasmissione e condannandola all’eventismo più superficiale. Proprio perché si tratta di ampia divulgazione, questi momenti rappresentano una delle poche occasioni in cui il pubblico, e soprattutto le giovani generazioni, vengono avvicinati alla cultura e all’arte dai mezzi di informazione. Un impatto notevole, nel caso di Firenze anche ben riuscito e stimolante, ma che si è rovinato proprio sul tema della musica. Un brutto servizio fatto alla Firenze della nascita dell’opera, che ha dato solo il destro per promuovere la pop-lirica da stadio (purché adeguatamente microfonata- altro che riverbero di Santa Maria del Fiore!). La sensibilità per l’arte e la cultura va coltivata anche proponendo modelli corretti,  passando attraverso la divulgazione  dei grandi canali di informazione e dei momenti di grande ascolto: la musica nel mondo della la scuola italiana è agli ultimi posti della considerazione:  un paradosso per la patria della musica e dell’opera, che si spiega solo con l’effimero clima dell’eventismo fine a sé stesso, un rischio non a caso annidato proprio nel mondo dello spettacolo, anche melodrammatico. Solo da un virtuoso nesso tra i grandi mezzi di informazione e il  mondo della formazione si può sviluppare la consapevolezza dei cittadini riguardo al patrimonio artistico, che si riverserebbe a sua volta sulle coscienze dei giovani e della futura classe dirigente. Ecco perché, concludendo con le parole del mio commento su FB, una maggiore attenzione sarebbe doverosa: se ne gioverebbero il largo pubblico, gli appassionati, gli specialisti e il mondo bistrattato della formazione, di base ed accademica superiore. ALTIUS SEMPER CANTANDO FUTURA MEDITAMUR.

 

 

LETTURE FILARMONICHE

NEWS dall’Accademia Filarmonica di Bologna che celebra quest’anno i 350 anni di fondazione.

Dal 5 al 14 settembre 2016 l’Archivio Biblioteca, nell’ambito del Corso di Alto Perfezionamento in Musica Barocca organizza delle LETTURE musicologiche aventi per oggetto opere e protagonisti dell’Accademia nel periodo che va dalla seconda metà del ‘600 alla prima metà del ‘700.

Romano Vettori, archivista dell’Accademia, presenterà ed analizzerà in particolare, anche in forma di seminario-laboratorio pratico-esecutivo, alcuni degli “Esperimenti” manoscritti originali presentati per l’aggregazione all’Accademia come maestri compositori fra gli altri di A. Filippucci, G. Predieri, T. A. Vitali, N. e P. P. Laurenti, G.A. Perti, F. Gasparini, F. Pistocchi.

 

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Piero Mioli e Francesco Lora terranno inoltre lezioni monografiche e di inquadramento storico-musicale.
Alle LETTURE FILARMONICHE potranno partecipare, oltre agli iscritti come effettivi ai corsi vocali e strumentali, anche uditori esterni.
Per informazioni ed iscrizioni vedi “Il Barocco è Accademia”.

25 APRILE – SAN MARCO: RIVIVE IL COLLEGIUM MUSICUM DI BACH E TELEMANN

A SAN MARCO DI ROVERETO IL 25 APRILE RIVIVE IL COLLEGIUM MUSICUM DI BACH E TELEMANN

La XXVIII edizione del Concerto in Onore di San Marco presenta un programma in collaborazione con l’Area delle Discipline Interpretative della Musica Antica del Conservatorio “C. Monteverdi” di Bolzano. In atto da alcuni anni, essa si dipana intorno al progetto “Euregiomusica” nei principali appuntamenti dell’Accademia di Musica Antica di Rovereto – i concorsi internazionali Premio Bonporti e Premio Ferrari e, appunto, il Concerto in Onore di San Marco.

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Collegium Musicum, foglio da un album di famiglia, c. 1775, Nürnberg, Germanisches Nationalmuseum.

Quest’anno il Concerto presenta due allievi diplomandi, Susanne Geist e Josef Piras: saranno impegnati rispettivamente nel virtuosistico concerto di Vivaldi RV 441 in do min. per flauto e nel famoso concerto di Bach BWV 1058 in sol min. per clavicembalo. Si tratta di due àmbiti stilistici molto diversi ma accomunati dall’eminenza della parte solistica, autentici capolavori l’uno di fantasia e ariosità italiane – memore del belcantismo operistico peninsulare -, l’altro di articolato contrappuntismo nordico, che però non lascia a desiderare in espressività – in particolare nel movimento lento intermedio – e brillantezza.
Verrà presentata poi una sinfonia per archi dell’italiano Tomaso Albinoni, che si ricollega alla spiccata strumentalità veneziana (quindi ancora di Vivaldi, ma anche dei famosi “dilettanti” Alessandro e Benedetto Marcello e, ancorché personalissimo, del tridentino Francesco Antonio Bonporti). Il programma si conclude tornando a Lipsia, con una valida e solida alternativa al musizieren bachiano: compositore altrettanto prolifico di ogni sorta di musica strumentale (fondatore dello stesso Collegium Musicum per cui scrisse Bach) Georg Philipp Telemann ci ha lasciato anche molta musica sacra, tra cui numerose Passioni; appunto dalla Matthäus-Passion TWV 5:31 (1746) il soprano Joanna Klisowska canterà Zerreiβ das Herz, una drammatica aria nel puro stile luterano, concertata con il flauto dolce (Federico De Cassan – ancora un allievo del Conservatorio di Bolzano) e i solisti dell’Orchestra Barocca della Mitteleuropa (maestro di concerto Andrea Ferroni, direttore al cembalo Romano Vettori).

L’Accademia di Musica Antica ringrazia in particolare la Parrocchia di San Marco per l’ospitalità.

L’ingresso è libero.

IL PREMIO BONPORTI ANCORA SENZA UN VINCITORE

Qui i  RISULTATI  del Premio Bonporti 2015

Considerazioni a margine

Sei edizioni: 2003, 2005, 2007, 2010, 2013 e quella di quest’anno 2015: una sola volta è stato assegnato il Primo premio (2005 – Timothy Haig – Canada): sempre presidenti di giuria e giurati ai massimi  livelli: cosa può significare? Forse che il “sistema” della musica storicamente informata, o meglio, il mercato inseguito dai giovani e le scuole, le eredità didattiche faticano a sintonizzarsi? Successi concertistici e discografici omologano qualcosa di diverso da studi e ricerche di espressività e tecnologie (organologia) considerate inutili o scomode? E’ un tema su cui riflettere.

NEWS FROM BONPORTI 2015 – IT WILL VOTE VIA WEB

The PREMIO BONPORTI 2015 in Rovereto (Italy) October 13 to 18, this year presents an interesting novelty in the competitions of classical music and early music in particular.

In addition to the votes of the jury and the public in the hall (actually in theater, the beautiful eighteenth-century “Zandonai” came back to life after years of restoration), it will be possible to vote via web (from a PC, smartphone, tablet). In fact the Final will be broadcast video live streaming on the evening of Saturday, October 17, from 8.30pm onwards, and will be visible on the page Premio Bonporti WebLive.

The public of BONPORTI expands so the whole world, the competitors will have an additional prize, the immediate visibility and a nice time to share with colleagues and friends all over the world.

Even for Rovereto and the whole Tridentine valley a beautiful, wide visibility.

The site will be published shortly more details on this new Premio Bonporti WebLive.

Zandonai Theater (1784)

Zandonai Theater (1784)

Il Premio Bonporti dal 13 al 18 ottobre 2015 – presidente Sigiswald Kuijken

Torna il Premio Bonporti a Rovereto dal 13 al 18 ottobre 2015, nell’ambito della XX edizione del progetto europeo EUREGIOMUSICA.

Sarà la 6a edizione dedicata al Violino Barocco: sempre in linea con la tradizione di rigore ed attenzione per la prassi esecutiva storica, una prestigiosa presidenza di Giuria con il grande artista e didatta olandese Sigiswald Kuijken (i precedenti sono stati Chiara Banchini, Lucy van Dael, Enrico Gatti).

Kuijken, con i fratelli Wieland e Barthold è uno dei primi e più autorevoli musicisti che con G. Leonhardt (pure a lungo presidente del Bonporti) si è dedicato alla musica ed alla sua interpretazione rigorosa su strumenti storici. Fra i giurati il noto violinista argentino Manfredo Kraemer (apprezzato anche come spalla de “Le Concert des Nations“ e di  „Hespèrion XX“ di J. Savall), e il canadese Timothy Haig, Premio Bonporti 2005 (unico, finora ad aggiudicarsi il primo premio in violino barocco).

Regolamento, termini di iscrizione e ulteriori notizie su http://www.premiobonporti.it e su http://www.facebook.com/premiobonporti

In attesa dell’edizione 2015, scopri il Premio Bonporti guardando il video

L’ Accademia Filarmonica di Bologna accoglie T.O.S.C.A.

L’Archivio e le Collezioni musicali dell’Accademia Filarmonica di Bologna si aprono Lunedì 29 giugno 2015 alla 1st Transnational Opera Studies Conference tosc@bologna.2015, convegno organizzato da Alma Mater Studiorum – Università di Bologna – Dipartimento delle Arti (Bologna, 30 giugno – 2 luglio 2015).

Programma della giornata di apertura

Lunedì 29 giugno 2015, Accademia Filarmonica:

ore 18

Sala Rossini – Saluto di benvenuto  del Presidente dell’Accademia Loris Azzaroni

ore 18.20

Michele Vannelli all’organo C. Traeri (1673) (musiche di G.P. Colonna e G.C. Arresti)
ore 18.50
Archivio storico – Visita alle collezioni musicali dell’Accademia
ore 19.10
Sala Mozart
L’esame di W.A. Mozart per l’aggregazione all’Accademia Filarmonica (9 ottobre 1770)
a cura di Mario Armellini (Università di Rouen) e Romano Vettori (Conservatorio “G. Tartini” di Trieste)
Esecuzione delle due versioni dell’Esperimento Quaerite primun regnum Dei
a cura della Cappella Musicale di San Petronio

Vai alle news dell’Accademia Filarmonica di Bologna

Scarica il programma completo

Il mistero dell’ «esperimento» di Mozart all’Accademia Filarmonica su RaiDue

La puntata del 26 dicembre 2014 su Bologna e i suoi misteri del noto programma RAI “Voyager” condotto da Roberto Giacobbo ha riportato all’attenzione del largo pubblico la vicenda dell’esame che Wolfgang Amadeus Mozart sostenne il 9 ottobre 1770 per essere aggregato all’Accademia Filarmonica come Maestro compositore. Studi recenti condotti da Mario Armellini (già direttore del Civico Museo Bibliografico Musicale di Bologna ed ora docente all’Università di Rouen (Francia) e da Romano Vettori, archivista dell’Accademia e docente al Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, hanno fatto il punto sulla annosa questione e su che cosa può essere veramente successo.

Sono stati messi in luce vari elementi e nuovi documenti tra cui l’antifonario originale, tuttora conservato nell’Archivio dell’Accademia, che venne usato per dare a Mozart il tema gregoriano su cui svolgere il contrappunto, e i nomi dei veri protagonisti della storia, che furono più d’uno. Tutto ciò permette di formulare nuove ipotesi e precisare vari dettagli che il programma “Voyager” ha trasmesso in anteprima. Il servizio si chiude con le immagini ed il suono dell’organo Traeri del 1673 – appena tornato all’antico splendore – che ornava la sala dell’Accademia anche al tempo di Mozart, il quale, probabilmente, ebbe pure l’occasione di suonarlo.

Licei musicali e Conservatori

Il Conservatorio è il luogo della formazione in cui meglio si può coniugare la tecnica con la cultura – i cosiddetti “saperi” in musica rischiano di diventare orti ben recintati se non troviamo il punto di incontro.

Il Conservatorio può svolgere questo ruolo a patto che i suoi protagonisti sappiano trovare  percorsi e  contenuti adeguati (caratterizzare  programmi di “scuola” ma consentire anche indirizzi e piani di studio possibili mediante nuova istituzione o sviluppo di insegnamenti).
Il Conservatorio (soprattutto nell’Alta Formazione) può e quindi deve fare anche ricerca e produzione, come prevede la 508. 
Il problema è, oggi, come ripartire “grazie” alla 508: i cosiddetti corsi pre-accademici cosi come sono (giocoforza) oggi rappresentano nel migliore dei casi una illuminata rideclinazione del Conservatorio pre-riforma: curricolo formativo decisamente separato tra musica (in conservatorio) e cultura (scuola superiore): doppia scolarità, completa impermeabilità tra musica e cultura generale. Si può e si deve fare qualcosa di diverso e di maggiormente organico, per la formazione dei giovani musicisti, senza costringerli a vivere in mondi scolastici separati e non dialoganti tra loro.

Un “nuovo” cantiere per la musica ?

Il Governo ha messo in cantiere i Conservatori italiani (o meglio, lo fa lui stesso, il cantiere). Ci fa una “Chiamata alle Arti”: domande – si ha l’impressione che voglia, o sappia già le risposte -, risposte … Risposte? Non sarebbe meglio che i maestri di musica italiani se lo facessero prima loro, un Cantiere? Ci vorrebbero degli “Stati Generali” dell’istruzione musicale in Italia, ricorrenti, una volta all’anno o ogni due anni, nei quali fossero loro, i maestri, a dare il La, con la loro esperienza quotidiana diretta,dibattendo, poi facendo sintesi e indicando la strada.

L’arte e la Regola

Giovanni Spataro a Giovanni del Lago, Bologna 5 aprile 1529:

“Perché le regole scripte possono bene insignare li primi rudimenti del contrapuncto, ma non farano el bono compositore, impero che li compositori boni nascono così come nascono li poeti. Pertanto quasi più ci bisogna lo aiuto del celo che la regula scripta, et questo ogni giorno è apparente, perché li docti compositori (per instinto naturale et per certa gratia et modo, el quale quasi non se po insignare) aliquando in li soi contrapuncti et concenti aducono termini, li quali da alcuna regula et precepto de contrapuncto non sono demonstrati”.

Lettera di Giovanni Spataro a Giovanni del Lago del 5 aprile 1529, in B.]. BLACKBURN-EDWARD E. LOWINSKY-CLEMENT MILLER, (a cura di), A Correspondence, cit., 1991, pp. 363-65. Il passo è discusso anche in E.E. LOWINSKY, Musical Genius – Evolution and Origins ofa Concept, “The Musical Quarterly», L (1964), pp. 481 -82